Breve Storia della Nostra Sezione

In occasione della prima Adunata Nazionale del 1920 sull’ORTIGARA e della seconda del 1921 a CORTINA erano presenti anche i nostri “veci” reduci dalla guerra 1915/1918 e proprio da questi incontri nacque in loro il proposito di unirsi all’Associazione. Così in quello stesso anno 1921 gli Alpini Oreste Battistello, Bruno Benozzo, Giuseppe Cabion, Beppino Cuman, Umberto Franceschetti, Ferruccio Pelato, Federico Zanfrà e Angelo Zannini si fecero promotori di una riunione per dare vita alla Sezione di Marostica. Anche se costituita nel 1921 la nuova Sezione iniziò effettivamente la sua attività l’anno successivo il 1922, dopo che presso il Cimitero di Guerra di MALGA SORGAZZA, nella zona di Castello Tesino, al cospetto dei Caduti del Btg. VAL BRENTA, alla presenza di Autorità militari, civili e religiose venne benedetto il primo Vessillo tenuto a battesimo dalla mamma dell’eroico nostro concittadino M.O. dell’Ortigara Giovanni Cecchin. Ai primi Soci, quasi tutti di Marostica, si unirono altri dei paesi vicini e così dopo pochi anni sorsero i Gruppi sempre più numerosi, attivi ed entusiasti.


Il Cimitero di Malga Sorgazza

Il Primo Vessillo della Sezione (1922)


Purtroppo la documentazione di questi anni di vita è alquanto lacunosa e molte sono le cause, prima fra tutte la mancanza di una sede, motivi di natura amministrativa non disgiunti da notevoli e seri impegni personali (e chi non ne aveva in quei tempi!) ed infine il periodo bellico 1940/1945. Alla Presidenza della Sezione si alternano vari Presidenti: dal primo e fondatore Oreste Battistello al Rag. Arturo Costa, dal Dr. Paolo Conte all’Avv. Antonio Burei, ultimo presidente nel periodo di guerra fino alla sospensione dal 1943 al 1945. La Sezione, comunque, è sempre stata attiva e partecipò con numerose rappresentanze a molte Adunate Nazionali oltre alle prime due già menzionate, a quella di TRENTO nel 1922, al PASSO DEL TONALE nel 1924, al CONTRIN nel 1926, a TRIESTE nel 1930, a NAPOLI nel 1932, a ROMA nel 1934, a TRENTO nel 1938, a TRIESTE nel 1939, a TORINO nel 1940.
A causa degli avvenimenti bellici molti giovani vennero arruolati e molti “veci” richiamati alle Armi, ma non per questo la Sezione venne meno ai suoi compiti: si occu- pò di pratiche di guerra, assistenza alle famiglie, invio di pacchi ad alpini impiegati su tutti i fronti.
In guerra infiniti sono stati gli episodi di valore di tanti giovani di questa nostra generosa terra, che sono andati ad aggiungersi agli altrettanto numerosi eroici episodi compiuti dai nostri padri durante il primo conflitto mondiale. I riconoscimenti al Valore Militare dicono meglio e di più di ogni eloquente discorso. Su tutti i fronti questi nostri amici e compagni d’Arme sono stati protagonisti: dal Fronte Occidentale a quello Greco-Albanese, dall’Africa ai Balcani, dalla Russia ai Campi di Concentramento, ovunque hanno saputo coprirsi di onore e di gloria.
Il 1945 vede la fine delle ostilità ed il 1946 è l’anno della ripresa. Gli Alpini, quelli che hanno avuto la fortuna di ritornare alle loro case, unitamente ai “veci” della prima guerra, cominciano a riunirsi, così come avvenne nel 1921 e 1922 ed a poco a poco la Sezione riprende la sua attività. La prima “TESSERA” reca impresso il “bollino” con l’anno 1947.



Il Vessillo della Sezione dal 1947

Il primo Presidente Nazionale è Ivanoe Bonomi. Il nostro Presidente Sezionale è un vecchio della Divisione Pusteria – 11″ Rgt. Alpini – e, guarda caso, è il genero del nostro primo Presidente Oreste Battistello. Si ricostituiscono i primi Gruppi: Pianezze, Marsan, Fontanelle, Molvena, San Luca, Crosara, Laverda, Vallonara, Pradipaldo, Santa Caterina di Lusiana. A questi primi si aggiungono in seguito Lusiana, Villaraspa, Villa di Molvena, Valle S. Floriano, Valle di Sopra, Mason, Schiavon, Marostica-Centro.
Anno 1948 – BASSANO DEL GRAPPA ospita la prima Adunata Nazionale e festeggia in questa occasione la ricostruzione del Ponte degli Alpini… Oltre al Presidente Nazionale Ivanoe Bonomi ed ai componenti del Consiglio Direttivo Nazionale a rappresentare il Governo era presente il Presidente del Consiglio On. Alcide De Gasperi. A questa prima grande manifestazione del dopo guerra la Sezione partecipò con un forte numero di Alpini. Da questa prima adunata di Bassano sono passati 35 anni e 34 son state finora le Adunate Nazionali organizzate dalla Sede Nazionale. Ebbene, possiamo dire con orgoglio che abbiamo partecipato a tutte queste grosse ed importanti manifestazioni nazionali, dalla prima all’ultima e sempre con il nostro Vessillo, i nostri Gagliardetti, le nostre “bande alpine” di Crosara, di Laverda, di Molvena, con i nostri canti e con tutto il nostro grande entusiasmo. E non siamo mai mancati sull’ORTIGARA, per l’annuale mesto Pellegrinaggio in memoria dell’immensa schiera dei gloriosi Caduti sempre organizzato dalle Sezioni di Asiago, Marostica e Verona.
L’Ortigara per gli Alpini di Marostica è un punto fermo. “Per non dimenticare” ritorniamo ogni anno su quei luoghi sacri, su quelle balze e su quelle pietraie dove i nostri padri hanno saputo sacrificarsi per la grandezza della Patria. Anche i nostri Gruppi, sono molto attivi e con i loro numerosi raduni di Gruppo richiamano sempre una folla di alpini, di amici e di simpatizzanti.
Il 12 Settembre 1971, la Sezione di Marostica ha festeggiato il 50° Anniversario dalla Fondazione.


La Medaglia a ricordo del 50° anniversario

Un’altra cosa vorremmo ricordare, importantissima per la vita della Sezione: il nostro giornale “DAI FIDI TETTI…”. Il suo battesimo risale al 1978.
Un pensiero viene ora spontaneo e lo rivolgiamo ai nostri giovani, ai “bocia” che ogni anno vengono sempre più numerosi ad aumentare le file della Sezione. Noi diciamo a questi giovani di prepararsi perché saranno proprio loro i nostri eredi che, in un prossimo futuro, dovranno prendere in mano le redini della Sezione e continuare sulla strada indicata dai vari Presidenti che si sono succeduti nel tempo. Ognuno avrà una propria personalità che sarà certamente diversa da quella dei predecessori, interpreteranno anche i vari problemi alla propria maniera, ma una cosa è certa: essi lavoreranno con lo stesso spirito, la stessa passione alpina, la stessa onestà, sacrificando molto e pagando di persona, come del resto è nel costume alpino, per il bene della Sezione e per il raggiungimento di traguardi sempre più prestigiosi.