Tenente Cecchin Giovanni  



Medaglia d’Oro – Di fronte al nemico dimostrò sempre sereno coraggio, spirito cosciente di abnegazione, fiducia in sé e nei propri uomini. Fulgido esempio di eroismo, guidò la propria Compagnia all’assalto di forti posizioni nemiche, primo a slanciarsi fuori dai ripari. Con tenace volontà rinnovò ripetute volte gli attacchi non mai fiaccato da fuoco avversario e riorganizzò poi la truppa rianimandola per nuovi combattimenti. Nell’azione che portò alla conquista di una forte posizione riconfermò ancora un volta le sue doti di valoroso ed abile condottiero.
Ferito gravemente da una scheggia di granata nemica manteneva fermo contegno, incurante del dolore che lo straziava ma fiero dell’esito vittorioso conseguito nell’azione.
Si spegneva tre giorni dopo in seguito alla ferita riportata.

Cima Ortigara, 19 Giugno 1917

Medaglia d’Argento – Inviato col proprio plotone ad assaltare di giorno una trincea ne- mica munita di mitragliatrici si spingeva risolutamente all’assalto di essa nonostante ve- nissse fatto segno a vivo fuoco. Ferito leggermente ed impossibilitato a proseguire per un salto di roccia dando prova di fermezza e di alto sentimento del dovere restava sul posto. Si cacciava giù per i crepacci minacciando di fianco l’avversario e cooperando, così, atti- vamente alla conquista della linea nemica. Già distintosi in precedenti combattimenti per slancio e coraggio in circostanze difficili.

Castelloni di San Marco, 16 Giugno 1916

Medaglia d’Argento – Alla testa del proprio plotone, con mirabile e cosciente ardimento, sotto il violento e continuo fuoco nemico, in un terreno scoperto ed impervio per cinque volte assaltava una forte posizione conducendo infine il proprio reparto alla conquista della posizione stessa.

Cima Caldiera, 26 Giugno 1916

Boschetti Italo – Medaglia di Bronzo – Comandante di plotone, in due giorni di aspri combattimenti, era di esempio ai propri uomini per ardimento e sprezzo del pericolo. Contrattaccato da forze avversarie resisteva tenacemente sulle posizioni occupate, finché, gravemente ferito, trovava gloriosa morte sul campo.

Costone Bozuki (Fronte Greco) 9-10 Marzo 1941

Corezzola Pietro – Soldato Reggimento alpini – Medaglia d’Argento – Si offriva volontario di pattuglia, perlustrando con intelligenza il terreno e spingendosi arditamente verso i trinceramenti nemici. Ferito, animava i compagni all’adempimento del loro compito, finché una raffica di mitragliatrice lo colpiva a morte.

Passo dell’Agnella (Monte Ortigara), 10 Giugno 1917

Guerra Ovidio – Alpino 9° Rgt. – Medaglia di Bronzo – Durante una cruenta azione notturna si offriva di eseguire, con un pugno di animosi, una rischiosa puntata sul fianco e sul tergo del nemico attaccante per disorientarlo ed alleggerirne la pressione. Venuta meno la sorpresa e investito da forze soverchianti, accettava l’impari combattimento, finché era sopraffatto dopo strenua lotta.

Novo Postoialni (Russia), 21 gennaio 1943

Malgarini Pietro – Soldato 348 compagnia mitragliatrici – Medaglia d’Argento – In Piedi sulla posizione occupata, dando bella prova di sprezzo del pericolo, validamente concorreva a respingere, con lancio di bombe a mano e di pietre, l’avversario venuto al contrattacco, fin quando colpito a morte da una raffica di mitragliatrici nemiche vi lasciò gloriosamente la vita.

Monte Soìarolo (Monte Grappa), 24-25 Ottobre 1918

Mattesco Antonio – Sergente 11° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Capo squadra fucilieri, si slanciava arditamente al contrattacco del nemico che irrompeva nelle nostre linee e con brillante azione concorreva a ricacciarlo infliggendogli gravi perdite. Nel combattimento veniva colpito mortalmente.

Movasele – 30 Novembre 1940

Morello Giovanni Battista – Medaglia d’Argento – In ripetuti combattimenti comandò la compagnia con fermezza e valore.

Ul Buerat, 18 Giugno – Zania Feidia, 5 Luglio 1913

Pivato Lodovico – Aspirante ufficiale 6° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Addetto al comando di un battaglione, assumeva spontaneamente il comando di un plotone rimasto senza ufficiale e lo guidava all’assalto, dimostrando calma e coraggio mirabili. Colpito a morte da una granata nemica, cadeva gloriosamente sulla posizione. Già distintosi in precedenti azioni.

Monte Ortigara, 19 Giugno 1917

Scrimin Luigi – Colonnello 2° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Comandante di reggimento alpini dislocato sul Don, con infaticabile continua attività si prodigava per tenere alto lo spirito combattivo dei suoi alpini durante dodici giorni di violenti incessanti attacchi nemici. Con elevato senso del dovere si portava ove più intensa era l’azione avversaria, dirigendo e coordinando, con intelligente iniziativa e rara capacità, l’accanita resistenza della sua unità. Con alto senso di cameratismo ed affrontando decisamente la responsabilità delle proprie decisioni, faceva intervenire tutti i rincalzi a sua disposizione per sostenere l’azione difensiva di un battaglione laterale di altro corpo d’armata che, duramente attaccato, stava per essere sopraffatto. Ne dirigeva personalmente l’azione fino a che esso non veniva sostituito da altre unità accorse.

Fiume Don, Russia 23 Dicembre 1942

Simonetto Gaetano Giovanni – Art. alpino – 1° Rgt. – Medaglia di Bronzo – Puntatore di un pezzo privo di scudi, in posizione scoperta e fortemente battuta, rimasto solo attorno al pezzo, toglieva da questo il cannocchiale perché non fosse danneggiato dalle pallottole nemiche ed in questo generoso tentativo cadeva mortalmente ferito, vittima eroica del suo dovere di artigliere.

Santander, 20 Agosto 1937

Todesco Giovanni – Soldato alpino – Medaglia d’Argento – Incaricato dal suo comandante di plotone di cercare un appostamento per poter procedere in avanti durante un attacco, si esponeva coraggiosamente ai tiri furiosi del nemico. Ferito al braccio, anziché re- carsi al posto di medicazione volle far da guida all’ufficiale, cadendo in fine nuovamente e mortalmente colpito.

Monte Cimone, 23 Settembre 1916

Busa Michele – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Mentre con rara abnegazione, raccoglieva i feriti sotto violento cannoneggiamento del nemico, cadeva colpito a morte.

Cukia, 10 Maggio 1916

Fiorio Francesco – Caporale maggiore 6° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Mirabile esempio di alte virtù militari, in un momento in cui la linea nostra oscillava, raccoglieva ed inquadrava militari sbandati e additava loro la via del dovere e del sacrificio. Mentre poi li conduceva valorosamente all’assalto, colpito a morte, vi lasciava gloriosamente la vita.

Col Berretta (Vicenza), 26 Novembre 1917

Pastega Addo – Aspirante Ufficiale alpino – Medaglia d’Argento – Guidava la propria squadra al taglio di reticolati nemici ed all’assalto con trascinante esempio di coraggio. Mortalmente ferito alla spina dorsale, raccoglieva le ultime parole per gridare: Viva l’Italia, Viva gli Alpini! frase che riassumendo il suo nobile ideale, mormorava di continuo durante la lunga e penosissima agonia.

Malga Zurez, 30 Dicembre 1916

Segafreddo Luigi – Sergente alpino – Medaglia d’Argento – Quantunque ferito, valorosamente si slanciava primo del suo plotone, all’attacco della posizione nemica, incoraggiando i soldati. Cadeva colpito a morte mentre stava per raggiungere la ridotta nemica.

Monte Cukia, 14 Febbraio 1916

Stelletti Giovanni – Soldato artiglieria montagna – Medaglia d’Argento – Servente ai pezzi, sotto il fuoco nemico di controbatteria, conservava mirabile calma, continuando il suo servizio, quantunque parecchie granate cadute nelle vicinanze, avessero sconvolti completamente i ripari. Colpito in pieno da una granata, cadeva a! suo posto: bello esempio di abnegazione e di eroismo.

Monte Vodice, 28 Luglio 1917

Todeschini Cipriano – Sergente alpino – Medaglia di Bronzo – Durante un assalto si comportava coraggiosamente, coadiuvando con efficacia il proprio comandante di plotone. Cadeva colpito a morte.

Cucco di Pozza, 8-9 Luglio 1916

Vaccari Antonio – Sergente 6° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Sotto l’intenso bombardamento nemico, spontaneamente fermava militari sbandati, che inquadrava e riconduceva all’assalto con energia, slancio e coraggio mirabili. Esempio luminoso di elette virtù militari, in un successivo combattimento, colpito a morte si doleva di non poter più adoperarsi per la Patria.

Col della Berretta (Vicenza), 26 Novembre – 9 Dicembre 1917

Bellon Giovanni – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Comandato ad intraprendere lavori di rafforzamento in una posizione nemica, da poco conquistata, inizio e continuò il lavoro sotto un furioso bombardamento, fino a che, colpito da una granata nemica, cadde eroicamente sul campo.

Monte Cukia, 10 Maggio 1916

Attori Giovanni – Sergente alpino – Medaglia d’Argento – Ferito durante un contrattacco nemico, continuava a combattere, e, sprezzante del pericolo, animava con la parola e con l’esempio i compagni, finché cadde nuovamente e più gravemente ferito.

Monte Cukia, 11 Maggio 1916

Bertoncello Battista – Alpino – 9° Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Porta munizioni di una squadra da mortai da 81, in una critica fase del combattimento, sebbene quasi circondato da superiori forze nemiche, riusciva a disimpegnarsi e riportare nelle nuove posizioni il Capoarma gravemente ferito e la piastra del proprio mortaio, superando un arduo costone nevoso tempestato da violento fuoco di mitragliere nemiche.

Metzgoranit – M. Scindeli – (Fronte Greco), 7 Marzo 1941

Bonetto Giacomo – Sottotenente complemento 2° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Comandante di una sezione mitragliatrici, si offriva, nell’imminenza di un attacco del proprio battaglione di portare la sua sezione allo scoperto, in posizione più avanzata, per meglio coadiuvare colla propria azione di fuoco, l’avanzata del reparto. Posto in atto il suo proposito, con mirabile fermezza e sprezzo del pericolo, si moltiplicava, sotto il tiro intenso del nemico, per meglio riuscire nel raggiungimento dell’obbiettivo. Ferito in più parti, lasciava a malincuore il reparto di cui si era dimostrato valente ed esemplare animatore.

Monte Ortigara, 19 Giugno 1917

Corrà Angelo – 5° Rgt. art. alpina – Medaglia di Bronzo – Caricatore di un pezzo di artiglieria alpina impegnato in posizione scoperta e battuta da intenso tiro di controbatteria, continuava ad assolvere le sue mansioni con fermezza e ammirevole sprezzo del pericolo sino a quando centrato il pezzo da un proietto nemico rimaneva ferito in più parti del corpo e con la mano destra gravemente offesa. Con rara forza d’animo e alto senso di disciplina, noncurante delle penose ferite, lasciava a malincuore, come ordinategli il posto di combattimento e salutava ulteriormente il suo ufficiale con la mano sinistra, dicendosi spiacente di non poterlo fare con la destra perché inutilizzata. Soggiungeva espressioni di soddisfazione e di orgogliosa fierezza per l’efficace effetto operato dal fuoco del suo pezzo nelle linee nemiche. Esempio magnifico di spirito di sacrificio, di attaccamento alla specialità alpina e generosa dedizione al dovere.

Costone Trepeli, 30 Marzo 1941

Della Rosa Angelo – Caporale maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Alla testa del proprio reparto con slancio e risolutezza, singolare, guidava i dipendenti all’attacco e alla conquista di una posizione.

Monte Ortigara, 19 Giugno 1917

Farina Sebastiano – Caporale maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Durante due giorni di continui assalti nemici, quale capo mitragliatrice faceva strage delle truppe avversane. Inceppatasi l’arma, la smontava e rimontava rapidamente sotto il tiro nemico, dando prova di calma e di coraggio, e continuava poi il fuoco, stando sul ciglio della trincea, per meglio colpire l’avversario.

Col della Berretta, 22 Dicembre 1917

Frescura Lorenzo – Sergente 1° Rgt. alpini – Croce di guerra V. M. – Comandante di pattuglia, scontratesi con un nucleo nemico numericamente più forte l’attaccava con bombe a mano volgendolo in fuga.

Puriac, 26 Giugno 1940

Grappiglia Pietro – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Fu di esempio in tutto il combattimento per disciplina e valore. Sotto i reticolati, fra le mine, contro le feritoie di caverne, nell’accerchiamento del nemico, fu sempre tra i primi sempre noncurante del pericolo, sempre alla testa dei più animosi ed arditi.

Musare di Forcella Fontananegra, 9 Luglio 1916

Lucini Massimiliano – Uff. 6° Rgt. alpini – Croce di guerra V. M. – Resisteva con il proprio plotone incalzante, dando tempo alla compagnia di ritirarsi e sistemarsi in una posizione arretrata.

Lazzaretti – Foza, 5 Dicembre 1917

Martini Giovanni – Aspirante ufficiale 5° Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Accorreva prontamente con i rincalzi sulla linea di fuoco respingendo un furioso attacco avversano e dando prova di coraggio e di elevato spirito militare.

Monte Cornone, 10 Febbraio 1918

Menegotto Giuseppe – Medaglia di Bronzo – Comandante di compagnia coloniale lanciata contro il fianco di una formazione nemica che aveva superato un tratto delle nostre difese determinando una pericolosa .situazione locale, alla testa dei suoi reparti la attaccava con tanto slancio ed ardire da costringerla a disordinato ripiegamento.

M. Tetri – Cheren (A. O.), 19 Marzo 1941

Orsato Pietro – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Durante un furioso attacco nemico, ritto sulla trincea, sotto il grandmare dei proiettili, lanciava sassi e materiali sugli assalitori, con mirabile sangue freddo e intrepidezza.

Cima Cauriol, 3 settembre 1916

Salin Virgilio – Capitano complemento raggruppamento alpini – Medaglia di Bronzo – Efficace e devoto coadiuvatore del comando di gruppo, in un momento critico, sotto violento bombardamento con fierezza, serenità d’animo e salda energia, contribuiva a ridonare fiducia ad elementi combattenti scossi.

Forcella Solarolo, 25 Novembre 1917

Zanfrà Federico – Caporale maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Durante un attacco nemico, quale comandante di pattuglia, si spingeva arditamente avanti, raccogliendo e dando utili e precise informazioni, incurante del violento fuoco avversario, pur di adempire completamente il compito affidategli.

Cima Ortigara, 19 Giugno 1917

Guderzo Bortolo – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Si presentava assieme al suo comandante di pattuglia all’imbocco di una caverna occupata da 5 ufficiali nemici, li costringeva alla resa e li conduceva prigionieri, sebbene tentassero difendersi.

Oscedrik (Altipiano Bainsizza), 24 Agosto 1917

Crestani Giovanni – Caporale alpino –11° Rgt. – Medaglia di Bronzo – Graduato coman- dante di squadra esploratori, ricercava e dava precise notizie sulle posizioni occupate dal nemico, spingendosi fin sotto le linee avversarie. Attaccato da forze superiori riusciva a disimpegnarsi a bombe a mano, dando prova di ardimento e sprezzo del pericolo.

Tremistha, 12 Dicembre 1940

Croce di guerra al V. M. – Comandante di una squadra esploratori, durante un violento attacco nemico, eseguiva impavido rischiose missioni. Colpito gravemente, prima di recarsi al posto di medicazione, riferiva al proprio comandante sul compito espletato.

Mali Spoetarli (Fronte Greco) , 25 Gennaio 1941

Cantele Gabriele – Sergente maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Sottocomandante di una sezione mitragliatrici intensamente battuta dal fuoco dell’artiglieria avversaria, che aveva cagionato gravi perdite, rimasto al comando della sezione ne dirigeva il fuoco con esemplare coraggio e perizia, incitando coll’esempio i superstiti e contribuendo così a respingere l’avversario.

Cima Caurioì, 3 settembre 1916

Medaglia d’Argento – Aiutante battaglia 6° Rgt. alpini – Caduto il comandante della propria sezione mitragliatrici, assumeva prontamente il comando del reparto, portando le armi sui fianchi della posizione nemica, per batterla d’infilata. Avute colpite in pieno le armi, e morti e feriti tutti i serventi, con calma e sereno sprezzo del pericolo, sotto l’infuriare del tiro di artiglieria, mitragliatrici e fucileria avversaria ne ricomponeva una con i pezzi delle due armi, continuando da solo a farla funzionare, finché questa veniva pure colpita da una granata nemica. Mirabile esempio di coraggio, fermezza ed elevate virtù militari.

Col della Berretta (Vicenza), 11-13 Dicembre 1917

Campagnolo Giovanni – Soldato battaglione alpini Stelvio – Medaglia di Bronzo – Offertosi di partecipare ad un’ardita azione di pattuglia, assaliva coraggiosamente una piccola guardia nemica, catturandone il presidio.

Monte Cornone, 6 Febbraio 1918

Frello Domenico – Soldato 6″ Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Quale portaordini del comando di un battaglione alpini, dava continuamente prova di valore, calma e ardimento, esponendosi al pericolo nel traversare zone battutissime nelle quali trovarono la mone molti suoi compagni preoccupato soltanto di recare gli ordini ricevuti. Già distintosi in precedenti azioni.

Cima Ortigara, 10-12 Giugno 1917

Lupaio Giovanni – Caporale maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Durante l’assalto alle posizioni nemiche diede bell’esempio di slancio. Con lodevole iniziativa si fermò poi, oltre la nuova linea difensiva, guardando un angolo mono battuto da violento fuoco avversario, e vi rimase per proteggere la sistemazione della trincea.

Monte Cukia, 14 Febbraio 1916

Passuello Bortolo – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Non appena occupata una forte posizione nemica, con coraggio e fermezza, sotto un furioso bombardamento, continuò con lodevole esempio, nei lavori di sistemazione della nuova linea. Lasciò poi il suo posto, perché ferito.

Monte Cukia, 10 Maggio 1916

Giarretta Antonio – Maresciallo 6° Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Già distintosi in precedenti combattimenti, animatore instancabile dei propri dipendenti, per la difesa ad oltranza di importante posizione, resisteva strenuamente con pochi superstiti, finché, stretto dal soverchiante nemico, cadeva prigioniero dopo aver dato esempio costante di valore e di alto sentimento del dovere.

Monte Corno (Vallarsa), 9 Luglio 1916

Nicoli Silvano – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Dopo essere stato sottoposto ad un violento bombardamento nemico, ritto sulla trincea tra l’infuriare dei proiettili, gettava bombe e sassi contro l’avversario incalzante, respingendolo con gravissime perdite.

Cima Caurioì, 3 Settembre 1916

Sasso Stefano – Caporale 6° Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Sotto il violento bombardamento nemico, con singolare slancio contrattaccava l’avversario e lo scacciava da una importante posizione cagionandogli forti perdite e facendo dei prigionieri.

Col della Berretta, 26 Novembre 1917

Volpato Silvio – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Sotto intenso bombardamento e violente raffiche di mitragliatrici, incurante del pericolo, con grande spirito di abnegazione prodigava instancabilmente e ovunque l’opera sua pietosa. Esempio fulgido di santa abnegazione del dovere.

Greto del Piave, 27 Ottobre 1918

Moresco Antonio – Sergente alpino – Medaglia d’Argento – Dopo essere stato sottoposto a violentissimo bombardamento, ritto sulla trincea tra l’infuriare di proiettili, gettava bombe e sassi contro il nemico incalzante, rigettandolo con gravissime perdite, fulgido esempio d’intrepidezza.

Cima Caurioì, 3 Settembre 1916

Silvagni Antonio – Art. alpino – 5° Rgt. – Croce di guerra al V. M. – Comandante di salmeria, si offriva unitamente ad un artigliere, per soccorrere un ferito grave che stava per essere fatto prigioniero. Nonostante l’intenso fuoco avversario, riusciva nel generoso intento.

Pljevije (Balcanici) 1-2 Dicembre 1941

Gobbato Rodolfo – Soldato alpino – Medaglia d’Argento – Ferito nell’assaltare una trincea nemica, non si allontanava dal suo posto, ma, fattasi una medicazione sommaria, continuava il lancio di bombe a mano, fino alla completa fuga dell’avversario: mirabile esem- pio di fermezza ai compagni.

Monte Cimone, 23 Luglio 1916

Lavarda Tranquillo – Alpino 11° Rgt. – Medaglia di Bronzo – Attendente-staffetta, visto il proprio ufficiale in pericolosa situazione, si lanciava prontamente in aiuto al superiore, facendogli scudo con il proprio corpo. Nell’ardimentoso gesto, veniva gravemente ferito.

Mali Spadarit (Fronte Greco), 10 Marzo 1941

Michelon Francesco – Sergente 693° Compagnia mitragliatrici – Medaglia di Bronzo – Quale capo mitragliere, sotto un lungo e violento bombardamento nemico, mantenne sempre calma e coraggio singolari, esponendosi parecchie volte al pericolo per ispeziona- re il terreno antistante alle proprie armi, ed infondendo nei dipendenti ardire e fermezza.

Monte Ortiara, 25 Giugno 1917

Roman Giuseppe – Soldato 6° Rgt. alpini – Medaglia d’Argento – Comandato in esplorazione, adempiva con fermezza e coraggio il proprio compito. Ferito e contuso, continuava a combattere, finché venne nuovamente e più gravemente colpito.

Monte Cimone, 23 Settembre 1916

Volpato Francesco – Soldato 6° Rgt. alpini – Medaglia di Bronzo – Si scagliava fra i primi, in un elemento di trincea nemica, e con l’aiuto di altri compagni catturava una mitragliatrice in caverna, uccidendone i serventi.

Passo dell’Agnella (Altipiano dei Sette Comuni),10 Giugno 1917

Carraro Antonio – Zappatore alpino – Medaglia di Bronzo – Giunto con slancio fra i primi sulla posizione nemica, si adoperava per l’intera giornata nel sistemarla a difesa. Già distintosi in precedenti azioni.

Monte Ortigara, 19 Giugno 1917

Mascarello Andrea – Zappatore alpino – Medaglia di Bronzo – Durante un furioso attacco nemico, sotto violento fuoco, ritto sulla trincea, continuava a sparare ed a lanciare sassi e bombe a mano sull’avversario che insisteva nell’avanzata. Bello esempio ai compagni di fermezza e di valore.

Col della Berretta, 23 Novembre 1917

Minuzzo Arcangelo – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Calmo e sereno, percorse la linea battuta violentemente dalle artiglierie e mitragliatrici nemiche per portare ordini e per incoraggiare i compagni. Dopo di aver recato un avviso ad un comando retrostante, volle ritornare subito fra i suoi camerati per concorrere con loro alla difesa ad oltranza della posizione, fortemente premuta dall’avversario.

Monte Chiesa, 30 Giugno 1916

Minuzzo Floriano – Caporale Maggiore alpino – Medaglia di Bronzo – Noncurante del pericolo, si spingeva oltre le linee conquistate sotto il fuoco del nemico per costruire l’appostamento avanzato per una vedetta.

Monte Ortigara, 20 Giugno 1917

Crestani Giuseppe – Soldato alpino – Medaglia di Bronzo – Facendo parte di un drappello, nonostante la vigilanza ed il continuo fuoco nemico, arditamente si spingeva contro i reticolati nemici e vi collocava e faceva brillare tubi esplosivi, aprendo un varco.

Gabrje-Dolje, 25 Agosto 1915